In alcuni casi, è esclusa la responsabilità solidale dei cessionari con il fornitore, per i crediti di Bonus edilizi percepiti indebitamente.
La Legge di conversione del D.L. n. 11/2023 stabilisce che, per scongiurare la responsabilità in solido, il cessionario deve essere in possesso di due documenti.
In particolare, c’è bisogno del contratto di appalto, stipulato tra colui che ha realizzato i lavori e il committente, e, per i lavori di riduzione del rischio sismico, della certificazione stabilita dal Decreto n. 329 del 6 agosto 2020.
Il Decreto cessione crediti, tuttavia, ha previsto molte novità alla disciplina dei Bonus edilizi. Analizziamo, dunque, la normativa attentamente.
Bonus edilizi: cosa stabilisce il Decreto cessione crediti
Il Decreto cessione crediti ha introdotto le seguenti modifiche alla precedente disciplina legislativa:
- deroghe al blocco delle operazioni di cessione del credito e di sconto in fattura;
- ricorso allo sconto in fattura e alla cessione per i lavori edilizi partiti dopo il 16 febbraio 2023;
- facoltà di cessione per i costi sostenuti per i lavori di superamento delle barriere architettoniche;
- Bonus mobili se, prima del 17 febbraio 2023, è stato regolarmente registrato il contratto preliminare oppure stipulata la compravendita definitiva dell’immobile;
- proroga fino al 30 settembre 2023 della detrazione al 110% per le unifamiliari, se, entro il 30 settembre 2022, sono stati compiuti il 30% dei lavori;
- remissione in bonis, entro il 30 novembre 2023, per coloro che non hanno stipulato la cessione dei crediti entro il 31 marzo 2023.
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Quando sussiste la responsabilità solidale dei cessionari e del fornitore?
Una delle novità più rilevanti è quella relativa alla responsabilità in solido del fornitore che ha provveduto allo sconto e dei cessionari, nell’ipotesi di cessioni indebite.
L’art. 121, comma 6, del D.L. n. 34/2020 stabilisce che il recupero della somma dei Bonus edilizi percepita indebitamente avviene nei confronti del soggetto beneficiario; ciononostante, in caso di concorso nella violazione con dolo o colpa grave, rimane la responsabilità in solido del fornitore che ha effettuato lo sconto e dei cessionari.
Attraverso la Circolare n. 33/E del 2022, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quando sussistono il dolo e la colpa grave:
- il dolo è presente quando il cessionario dei Bonus edilizi sa dell’inesistenza del credito, per esempio se il suo carattere fittizio è ben manifesto, per chiunque. Nonostante ciò, effettua lo stesso la compensazione nel modello F24, beneficiando di un vantaggio fiscale non dovuto, perché legato ad un credito inesistente;
- la colpa grave è presente se il cessionario omette del tutto la diligenza dovuta. Per esempio, se l’asseverazione riguarda un immobile diverso da quello oggetto dei Bonus edilizi.
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Bonus edilizi: ipotesi di esclusione della responsabilità in solido
In base al nuovo comma 6-bis del Decreto cessione crediti, il concorso nella violazione che comporta la responsabilità solidale del fornitore che ha effettuato lo sconto e dei cessionari è escluso se questi ultimi:
- dimostrano di aver acquisito il credito d’imposta;
- possiedono la certificazione relativa ai Bonus edilizi che hanno originato il credito di imposta.
In particolare, la certificazione che esclude la responsabilità solidale dei cessionari è la seguente:
- titolo edilizio abilitativo dei lavori rientranti nei Bonus edilizi;
- notifica dell’avvio dei lavori all’ASL o eventuale Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante tale situazione;
- visura catastale originaria dell’immobile oggetto degli lavori e, per gli immobili non ancora censiti, la domanda di accatastamento;
- fatture, ricevute e ulteriori documenti attestanti le spese affrontate e i documenti relativi all’avvenuto pagamento di tali spese;
- asseverazioni obbligatorie dei presupposti tecnici dei lavori e di congruità delle spese, compilate dai tecnici abilitati;
- eventuale delibera condominiale di approvazione dei lavori e tabella di suddivisione dei costi tra i condomini;
- documenti relativi agli interventi di efficientamento energetico;
- attestazione di osservanza degli obblighi rilasciata da coloro che sono soggetti alla disciplina antiriciclaggio;
- documentazione relativa agli interventi di riduzione del rischio sismico;
- contratto di appalto stipulato tra chi ha realizzato i lavori e il committente.
La responsabilità, inoltre, è esclusa se i cessionari acquistano crediti d’imposta da una banca o una società quotata.
Cosa accade se i cessioni non hanno la documentazione?
La mancata detenzione della documentazione appena elencata, non è, da sola, motivo di responsabilità solidale per dolo o colpa grave del cessionario. L’interessato, infatti, può sempre fornire prova della propria diligenza.
È l’Ente impositore, dunque, che ha l’onere della prova dell’elemento soggettivo del dolo o della colpa grave del cessionario.